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Verso la vendemmia, tra equilibri e maturità

Quando pensiamo alla frutta matura pensiamo a frutti pronti per essere consumati perché dolci, morbidi e saporiti al punto giusto. Quando però parliamo della maturità dell’uva da vino, i fattori che danno il via alla vendemmia sono molto più numerosi. Al rapporto tra zuccheri e acidi presenti negli acini si affiancano infatti molti altri fattori, come ad esempio la misurazione della quantità di tannini, che contribuiscono al sapore complessivo del vino,  il colore (maturazione vinacciolo), la valutazione degli aromi zuccheri, acidità e ph.

 

Questo rende necessario che il lavoro dei professionisti della vigna, come l’agronomo di Cantina Pedres Francesco Cadeddu e Marco Mancini, non solo debba essere quotidiano, puntuale e metodico, ma proceda quasi come una camminata sul filo, in delicato equilibrio tra azione e reazione, tra osservazione e misurazione.

 

Ogni giorno  il nostro rapporto con la vigna e i suoi frutti interroga un meteo sempre più incerto e instabile, a volte imprevedibile sia nelle temperature che nell’andamento delle precipitazioni che sono così importanti nell’influenzare quantità e qualità del vino che andremo a produrre. Una primavera piovosa, un’estate con temperature da record o una malattia delle piante possono infatti creare problemi di non poco conto in cantina e soprattutto al risultato finale.

 

Per correggere alcune di queste imperfezioni nell’uva nate in questo periodo chiave si fa uso di trattamenti fitosanitari, ma noi di Cantina Pedres preferiamo prevenire piuttosto che curare. È la nostra filosofia: grazie alle giuste conoscenze tecniche e a un’attenzione costante in vigna possiamo prevenire o limitare molti problemi garantendo, anno dopo anno una materia prima sana e di alta qualità e il miglior  vino possibile.

 

Ed è questo tipo di attenzione costante e di unione tra fattori naturali e competenze tecniche che ci ha permesso di creare vini più volte premiati per il loro ottimo rapporto qualità/prezzo, come i nostri Vermentino Sangusta e Vermentino 0789 premiati dalla Guida Berebene del Gambero Rosso per il miglior rapporto qualità prezzo.

 

Da mosto a vino, una questione di scienza

Una volta che abbiamo accompagnato per tutta la primavera e l’estate le uve verso la loro maturazione ottimale arriva il momento della vendemmia: è qui che la natura cede il passo alla tecnica, perché trasformare l’uva in vino è un processo estremamente delicato. Le uve, dopo essere state selezionate, vengono spremute per ottenere il mosto, un liquido che è precursore del vino ma che lo diventerà solo dopo la fermentazione alcolica.

Si tratta di un processo i cui protagonisti assoluti sono i lieviti, che trasformano lo zucchero degli acini in alcol etilico e anidride carbonica. In sé e per sé la fermentazione è un fenomeno del tutto naturale, ma gli enologi di Cantina Pedres Franco Dalla Rosa e Antonio Tiana la osservano con attenzione e rigore assoluti. I lieviti sono infatti esseri viventi e come tali devono essere accuditi costantemente perché non soffrano o muoiano. Questo potrebbe infatti mettere in pericolo la fermentazione, rendendola irregolare o addirittura fermandola del tutto, e potrebbe creare difetti nel prodotto finito.

Per questo sapere come e quanto nutrire i lieviti è importante tanto quanto dare loro il miglior ambiente possibile per operare, il che vuol dire agire velocemente, se necessario, sulla temperatura del mosto e sui livelli di ossigeno. Solo così potremo contare su una fermentazione veloce, completa ed efficace che è la chiave di volta per trasformare un mosto sano in un vino di alta qualità.

Così come in vigna, quindi, anche in cantina il lavoro della natura viene supportato al meglio dalle conoscenze dei nostri tecnici e anche in questo caso la filosofia di Cantina Pedres rimane la stessa: prevenire un problema è meglio che correggerlo dopo che si è presentato. Così facendo, infatti, non solo permettiamo alle uve di esprimere al massimo le loro caratteristiche ma limitiamo al minimo ogni intervento e rendiamo il marchio di Cantina Pedres sinonimo di vini di qualità, sani e longevi. La nostra Linea classica ne è un chiaro esempio con Brino, Vermentino di Gallura DOCG, Brino Rosato di Cannonau e Sulitai, Cannonau di Sardegna DOC.

Vermentino Superiore di Gallura: la nuova ed esclusiva linea Antonella Collection di Cantina Pedres

 

Anno nuovo, vita nuova dicono alcuni. E poi c’è chi, come noi di Cantina Pedres, preferisce il motto “Anno nuovo, vino nuovo”. Una nuova linea per un inizio 2022 col botto, per celebrare la Gallura, la nostra terra, e il grande apprezzamento che i nostri vini hanno conquistato in tutto il mondo per la loro spiccata identità.

Ma questa è molto più di una semplice novità: è il regalo che Claudio Salvador, marito ed enologo di esperienza internazionale, dedica alla moglie Antonella Mancini.

Un dono speciale, senz’altro fuori dagli schemi, per festeggiare una ricorrenza importante, che la nostra Cantina ha deciso di condividere con tutti gli amanti del vino.

Con la nuova linea Antonella Collection, si vogliono celebrare questi vent’anni di impegno e duro lavoro che ci hanno permesso di diventare la realtà che siamo oggi.

Una linea molto curata, che pone l’enfasi sulla esclusività della produzione, ed è per questo che sarà disponibile in edizione limitata.

 

Cantina Pedres (si) racconta…

Come tutte le grandi realtà, Cantina Pedres ha una lunga storia da raccontare: nata a fine ‘800 con la famiglia Mancini in Gallura, oggi trova la sua espressione nella concretezza e lungimiranza di Antonella, che in parte attinge al patrimonio di orgoglio e fierezza della donna sarda.

Durante questi vent’anni non sono certamente mancate sfide importanti, ma hanno portato tanta soddisfazione e miglioramento. E proprio per festeggiare questo traguardo, quale regalo migliore per una moglie se non quello di un vino che ne porta il nome.

 

Oggi Cantina Pedres è un’importante azienda vitivinicola in forte crescita sul mercato italiano e internazionale. La ragione di questo successo è il processo di rinnovamento voluto da Antonella, soprattutto con riferimento al sistema di produzione e ai vigneti.

La nostra filosofia? La qualità, che ha inizio dalla terra: per questo trova il suo fondamento sull’utilizzo di uve selezionate di provenienza esclusivamente sarda. Il tutto si concretizza in una proposta al consumatore di vini pregiati di origine sicura, di un prodotto esclusivo ed accessibile a tutti.

Il nuovo Vermentino Superiore di Gallura della Antonella Collection

“Un vino da meditazione, che riflette l’eleganza di una donna, la tipicità della terra sarda e il nostro sole nel calice”. È così che Antonella lo definisce, richiamando tre elementi fondamentali: donna, terra e sole.

Utilizzando unicamente uve da vigneti galluresi la nostra Cantina propone un vermentino territoriale, energico, tipico.

Assaporare il Vermentino Superiore di Cantina Pedres significa vivere un’esperienza di Sardegna, sentirne gli aromi, gustarne la naturalezza.

 

Vivi le sensazioni della Sardegna assaporando i vini di Cantina Pedres.

Il buon vino nasce in vigna: metodo di allevamento e potatura

Quando entriamo in vigna, noi di Cantina Pedres sappiamo che otterremo i migliori risultati nel bicchiere solo se sapremo bilanciare l’idea di vino che vogliamo produrre con il rispetto del vigneto, curando con passione e competenza sia il ciclo annuale di vita delle piante che gli equilibri che consentono al terreno di sostenerlo. Si tratta di un lavoro continuo e che comincia nel pieno dell’inverno, quando la vite abbandona le sue foglie, matura il suo legno ed entra in quiescenza. È in quel momento che cominciamo ad agire con un’operazione fondamentale: la potatura.

Potare una vite è il primo modo in cui il vignaiolo può stimolare la pianta a produrre uve di grande qualità e varia in funzione del metodo di allevamento che si è scelto, dato che il metodo modifica sia l’aspetto della vite che il numero delle gemme fruttifere che potrà generare dal legno di almeno un anno. Per questo abbiamo deciso di coltivare il nostro Vermentino con il metodo Guyot, dove a un fusto non molto alto si accompagna un tralcio orizzontale – chiamato “capo a frutto” e dal quale nasceranno tralci, fiori e grappoli – che può ospitare fino a una decina di gemme.

Si tratta non solo di uno dei metodi più indicati per la viticoltura di alto livello, la stessa che utilizziamo nel vigneto da ci proviene il nostro vino piu’ rapprentativo il Thilibas, ma anche di uno dei più versatili: nel caso del Vermentino infatti il metodo Guyot controbilancia il fatto che le prime due gemme sono poco fruttifere. Il Cannonau produce invece frutti da tutte le gemme che partono dal legno di almeno un anno, il che lo rende adatto a più metodi di allevamento.

Per il nostro Cannonau abbiamo scelto nuovamente il Guyot, ma in questo caso il numero alto di gemme fruttifere rende necessaria anche una potatura estiva, così da stimolare la pianta a distribuire in modo ottimale i nutrienti nei grappoli e aumentare la qualità del frutto. Per lo stesso motivo abbiamo scelto di tenere le viti vicino al terreno, in modo che i nutrienti possano arrivare senza difficoltà dalle radici ai grappoli: durante le stagioni calde la luce e il calore trasformeranno infatti il nutrimento del terreno in zuccheri, che poi diventeranno alcool durante la fermentazione.

Solo una vite allevata con il giusto metodo e ben potata potrà quindi affrontare al meglio il nuovo anno, quando le temperature diventeranno più miti e vedremo la linfa sgorgare dalle potature generando quel fenomeno che spesso si chiama “pianto” delle viti. Circa un mese dopo nasceranno i primi germogli che diventeranno foglie e tralci, e due mesi più tardi sui tralci si formeranno i primi fiori che, fecondati, diventeranno acini d’uva. Il processo raggiungerà il suo culmine prima con l’invaiatura – quando il cambio di colore della buccia indicherà una variazione chimica del contenuto – e poi con la maturazione, quando i livelli di zuccheri, acidità e aromi avranno raggiunto il livello che desideriamo. Avremo così finalmente quella materia prima di qualità che avevamo immaginato all’inizio dell’anno, essenziale come base per produrre il nostro Vermentino Superiore Thilibas e il Cerasio Cannonau

La Sardegna del vino: una storia millenaria

Oltre 3.000 anni legano la Sardegna al vino. Se infatti per tanto tempo si è pensato che fossero stati i Fenici a far arrivare la vite sull’isola, in un “cammino verso Ovest” che dal Caucaso aveva pian piano visto civiltà in contatto tra loro portare tralci e grappoli fin sul Mediterraneo, alcuni ritrovamenti archeologici recenti hanno stabilito che la vite era presente sull’isola già in epoca nuragica. L’arrivo dei commercianti delle civiltà mediterranee è stato quindi solo uno stimolo in più per far crescere e radicare la coltivazione della vite, secolo dopo secolo, nella cultura e nell’economia del nostro territorio e delle sue zone più adatte, come la punta nord-orientale dell’isola.

La Gallura ha infatti un terroir – ovvero una combinazione di meteo, suolo e condizioni naturali – molto favorevole alla produzione di vino di qualità: ha un clima mite e temperato, che fornisce alle piante la giusta quantità di luce e calore e ha un vento regolare e salmastro, che aiuta le viti a mantenersi in salute. Inoltre ha un terreno “magro”, ovvero non troppo ricco di nutrienti ma leggero e permeabile: quello gallurese è granitico, con componenti argillose e sabbiose, e queste caratteristiche fisiche e chimiche permettono di coltivare uve dalle quali nascono vini fini, eleganti e ricercati.

È su questo terroir che, alla fine dell’800, inizia la storia di Cantina Pedres e di una famiglia, la nostra, che ha fatto della tradizione vitivinicola e dell’unicità di questa terra gli ingredienti per produrre vini autenticamente galluresi, curando con passione ogni aspetto del processo, dalla pianta alla bottiglia. Per questo coltiviamo le nostre uve su 40 ettari di nostra proprietà e su di essi abbiamo scelto di piantare principalmente vitigni tipicamente sardi come il Vermentino e il Cannonau, talmente iconici della Sardegna da coprire da soli oltre il 40% di tutti gli ettari coltivati a vite dell’isola. Abbiamo inoltre affiancato loro sia vitigni diffusi in gran parte d’Italia, come il Sangiovese e il Moscato Bianco, che internazionali, come il Cabernet, il Merlot, il Sirah e il Muller Thurgau, dato che ognuna di queste rifletterà nel bicchiere tutto quello che il terroir della Gallura può offrire.

Ed è credendo che un vino autenticamente di qualità nasca in vigna, ben prima che in cantina, che ogni giorno accompagniamo e sosteniamo il ciclo di vita delle nostre viti, stagione dopo stagione e anno  dopo anno, curandole con amore e competenza in modo da garantire sia ottime uve che un rapporto sano tra piante, suolo e ambiente. Perché la storia dei nostri vini comincia nei vigneti, dove si radica il nostro rapporto con la terra e quel modo di fare il vino che mettiamo in ogni nostra bottiglia.